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Mascherina FFP2 O FFP3? Quali Mascherine Anti-Covid Usare? Scopri cosa sono le Mascherine FFP2 e le Mascherine FFP3 per capire quali scegliere.

Nel contesto della pandemia di Covid-19 che stiamo attraversando, indossare la mascherina protettiva è diventata un’abitudine quotidiana di carattere indispensabile per limitare il propagarsi della malattia. Tuttavia, c’è ancora molta confusione sull’uso di questi dispositivi e soprattutto sui diversi tipi e modelli, i quali, in base alla loro capacità filtrante, possono proteggere maggiormente rispetto ad altri modelli.

La corsa all’acquisto delle mascherine ha messo in crisi anche il settore sanitario, il quale fa di questi strumenti individuali, un uso quotidiano per poter operare all’interno delle strutture ospedaliere, dove ogni giorno si riversano migliaia di soggetti con sintomi più o meno gravi, oltre che per altre esigente di salute ed emergenze.

A livello sanitario, la protezione degli operatori consiste maggiormente proprio nei dispositivi di protezione individuali (DPI), poiché la trasmissione del SARS-COV-2 avviene tramite le microscopiche goccioline che vengono immesse nell’aria con colpi di tosse, starnuti ma anche parlando o respirando.

L’utilizzo delle mascherine protettive contro la Covid-19 non è più prerogativa degli ambiti ospedalieri, ma anche nella vita di tutti i giorni è ormai indispensabile conoscere i modi e gli strumenti più efficaci per proteggersi.

Mascherine FFP2 o FFP3: scegliere la giusta protezione

Uno degli errori più comuni che si commettono nel valutare il livello di protezione è quello di procurarsi le mascherine con il più alto livello filtrante, così da essere certi che le microparticelle di aerosol nelle quali viene veicolato il Coronavirus, non possano entrare nelle vie respiratorie.

Questa corsa agli armamenti più potenti però mette a rischio le forniture destinate agli ambiti sanitari, i quali, negli ultimi periodi, si sono trovati ad affrontare la mancanza di dispositivi di protezione individuali idonei a svolgere il proprio lavoro, all’interno di ospedali, ambulatori e altre strutture del settore.

Il concetto di base è che bisogna scegliere il livello di protezione in base al reale rischio al quale si va incontro. Un soggetto che non è chiamato a svolgere attività lavorativa all’interno di un ospedale, per esempio in un reparto di malattie infettive, non avrà mai lo stesso rischio all’esposizione di un infermiere o di un medico che invece svolge il suo lavoro proprio in quel luogo. Va da sé che il livello di protezione che queste due persone devono adottare è sicuramente diverso.

Di seguito tracciamo alcune linee guida col fine di razionalizzare l’utilizzo delle mascherine, sia per prevenire la carenza dei giusti metodi di protezione per ciascun soggetto, sia per indicare quali tipi di mascherine è più idoneo utilizzare in base al rischio.

D’altronde, la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), rafforza il concetto di razionalizzazione in una pubblicazione del 19 febbraio 2020, nella quale vengono specificate le modalità per indossare la mascherina.

In breve, viene specificato che, nell’ambito della pandemia, potrebbe essere prevista la prioritizzazione della distribuzione dei dispositivi individuali di protezione, per dare precedenza alla protezione degli operatori sanitari e personale chiamato a operare in ambito Covid-19.

Quanti tipi di mascherine esistono?

La categoria della mascherina può cambiare in base al Paese nel quale ci si trova, ma i modello e le caratteristiche non si differenziano molto. In Francia, per esempio, lo standard per le mascherine è EN seguito da una serie di numeri in base al modello e al livello di protezione, mentre in Italia, per gli stessi modelli, la sigla è FFP e anche in questo caso, il numero che segue indica il livello di filtraggio della maschera.

In ogni caso, sia che le mascherine facciano parte di una categorizzazione interna di uno Stato membro e che siano specifiche per la protezione da SARV-COV-2, sia che si tratti di semplici mascherine chirurgiche, anch’esse utilizzate per limitare la diffusione delle particelle che veicolano il virus, devono presentare il CE, a prova della certificazione nel rispetto delle normative europee in materia della salvaguardia della salute del cittadino e degli operatori sanitari.

Le mascherine FFP, in base alla loro efficienza, stimata in base alla capacità filtrante, si distinguono in FFP1, FFP2 ed FFP3.

Le FFP1 filtrano l’80% degli aerosol, con una perdita totale verso l’interno inferiore al 22%; le FFP2 offrono un’efficienza di filtraggio del 94% con una perdita verso l’interno inferiore all’8%; le mascherine FFP3, possono filtrare fino al 99% degli aerosol, con una perdita totale verso l’interno inferiore al 2%.

Tuttavia, queste percentuali diminuiscono di pari passo con l’aumentare del tempo di utilizzo, il quale non dovrebbe mai superare le 8 ore continuative, fatta eccezione per condizioni di uso e tipo di apparecchiatura aggiuntiva di protezione individuale. In ogni caso, una maschera di tipo FFP rimossa non deve essere riutilizzata.

Le mascherine FFP hanno anche una data di scadenza che coincide con il periodo nel quale, per propria natura, il materiale del quale le stesse sono composte, si deteriora.

Da un punto di vista legale, dopo che questo periodo è trascorso, non viene garantita l’efficacia della mascherina e inoltre.

Tuttavia, in caso di gravi carenze, è possibile che i ministeri della salute degli Stati membri, possano decidere di consentirne l’uso, purché i dispositivi siano in perfette condizioni e non abbiamo superato i due anni dal momento della loro produzione.

Migliore protezione: è indispensabile indossare la mascherina FFP3

In base alle direttive emanate dall’OMS, le mascherine di tipo FFP2 ed FFP3, devono essere indossate solo dagli operatori sanitari che eseguono procedure mediche invasive, specialmente se si tratta di manovre alle vie respiratorie dalle quali può essere generato aerosol, come l’intubazione o estubazione, ventilazioni, aspirazioni, fisioterapia toracica e altre pratiche sull’apparato respiratorio.

Per chi non è impegnato in tali attività e per chi vuole essere sicuro di avere sempre un livello di protezione ottimale che sia proporzionato al livello di rischio in cui potrebbe incorrere, le mascherine chirurgiche sono la soluzione ottimale e più facile da reperire.

Ovviamente le mascherine devono essere indossate unitamente a un costante e attento lavaggio delle mani, anche con prodotti igienizzanti specifici e all’osservanza della distanza minima da altri soggetti di almeno un metro, purché questi ultimi siano anch’essi muniti di mascherina protettiva.

In caso si voglia avere un livello di protezione maggiore, senza intaccare le risorse destinate al comparto sanitario, una mascherina FFP2 lavabile e riutilizzabile o con possibilità di filtri sostituibili, è più che idonea alla vita di tutti i giorni.